Ultima modifica: 11 Settembre 2019

Il murale della scuola Kennedy

Il Murale della Kennedy – Foto di Ros Ross

 

L’inaugurazione – 6 Giugno 2019

È stato un momento molto bello. È cominciato con uno spettacolo di percussioni africane organizzato dalla prof. Carla Colombo, seguito dal taglio del nastro inaugurale e dalla esposizione della targa commemorativa. A seguire, i vari discorsi ufficiali: il nostro Preside Claudio Mereghetti, il Sindaco (che non ha potuto essere presente, ma ha inviato via whatsapp un messaggio che è stato fatto ascoltare), la vicesindaca, la presidente del nostro consiglio d’Istituto sig.ra Monica Corti, una responsabile del Comitato genitori, la sig.ra Linda Pellegrini. Infine noi prof. 
Ai ragazzi che hanno partecipato è stata consegnata una pergamena individuale scritta a mano, come ringraziamento e ricordo del lavoro svolto con tanto impegno.
Dopo la spiegazione del significato dell’opera e dopo aver scattato alcune foto tutti insieme, i ragazzi di Terza – protagonisti di questo primo momento – hanno lasciato il posto a quelli di Seconda; per ultimi sono scesi i ragazzi di Prima. Tutti hanno avuto la possibilità di visionare il murales da vicino, ricevere informazioni, fare domande al gruppo di lavoro, scattare qualche foto ricordo.
Riassumendo le emozioni della mattinata: entusiasmo, molto senso di appartenenza alla scuola…e anche molta commozione!

Uno stralcio del discorso ai ragazzi

… Ma soprattutto, ringrazio voi ragazzi, che con il vostro entusiasmo e il vostro “star bene” a scuola, avete colorato di allegria e spensieratezza un lavoro davvero impegnativo!
E vi dirò: l’opera che ne è scaturita, il nostro Murales, sapete…dice molto di voi. Vi rappresenta e rappresenta anche tutti i ragazzi di terza, i vostri compagni qui presenti.
Vi dico perchè.
E’ un’opera che si è formata a scuola, ma non è fatta per restare all’interno dei cancelli. Così come, fin da subito, il murales è stato visto come un regalo alla città, così anche voi siete un regalo per il mondo che, fuori di qui, vi sta aspettando.
È stata un’opera lunga, che ha preso forma pian piano, sotto gli sguardi di chi le è passato accanto. E anche voi, pian piano, in questi tre anni avete preso consistenza sotto i nostri occhi e ci apparite adesso splendidamente colmi di tutte le speranze per il futuro che vi attende.
È un’opera che prende movimento dai colori che si intrecciano. Come le vostre emozioni, che possono agitarvi in superficie, ma che vi permettono anche di esprimere tutte le sfumature della vostra personalità più profonda. Lasciatevi animare…ma indirizzatevi alla costruzione di qualcosa di bello!
E, infine, è un’opera “grande”. Che insegna, a voi e a noi tutti, a pensare “in grande”, ad avere grandi desideri. Desideri di unità, non di divisione.
Ci insegna a non farci rinchiudere nella gabbia dell’ovvietà, del “ma chi me lo fa fare?”, del “e perchè proprio io?”, del “tanto che male c’è?”.
No. Noi no. Noi vogliamo sempre cercare quanto c’è di buono e di vero nel mondo. E impegnarci per esso. Noi vogliamo sempre sognare “in grande”!
La prof. Giuseppina Pintaudi